La quattordicesima giornata di Serie A non ha tradito le grandi aspettative regalando emozioni, gol e qualche inattesa sorpresa.
Nel big match del Maradona il Napoli di Conte ha piegato la Juventus e lo ha fatto con il gioco, l’aggressività e la determinazione, dimostrando, nonostante ben sette assenze, di disporre di una rosa profonda e di grande qualità. Dalla fuga sull’Aventino del tecnico leccese, con il cambio di modulo e il passaggio alla difesa a tre, con Lang e Neres titolari, gli azzurri sono rinati, regalando risultanti pesanti quali le vittorie con Roma e Juve. Male la squadra di Spalletti, senza attaccanti, per scelta e assenze, sempre in balia delle giocate degli avversari e costantemente sulla difensiva, fortunata a rientrare nel match grazie alla rete di Yildiz, ma come evento fortuito, non come frutto del gioco. Migliore in campo Hojlund, autore della doppietta decisiva. Dopo questa sfida l’esito e le indicazioni sono chiare, i campani lotteranno per il titolo, i bianconeri per un posto in Champions, forse.
All’Olimpico Grande Torino è Pulisic show. I granata vanno a segno due volte nei primi 19 minuti con un rigore di Vlasic e un gol di Zapata, con i rossoneri che tornano in partita al tramonto del primo tempo con un gran gol di Rabiot, dopo l’uscita dal campo per un risentimento muscolare di Leao. Nella ripresa, con il Torino che arretra colpevolmente, i rossoneri dominano prendendo d’assalto l’area avversaria, salendo di toni e ritmo. E, al 24′, dopo neppure un minuto dal suo ingresso in campo, il bomber americano, con la febbre a 39 fino al giorno precedente, controlla in area e segna, poi, nel finale, chiude magistralmente una bella azione rifinita da Ricci regalando la vittoria ai suoi. Milan che torna in vetta a braccetto del Napoli e Toro che incassa la terza sconfitta consecutiva.
Benissimo anche l’Inter che, nella sfida di San Siro, ha asfaltato un Como troppo dimesso nel primo tempo per essere quello vero. Chivu ha stravinto la sfida con Fabregas, dall’alto di una rosa profonda, più qualitativa ed esperta, che, quando gioca con questa voglia, determinazione e furore agonistico, ha pochi eguali in Europa. Bene la Thu-La andata in gol, e solo note liete per i nerazzurri che si confermano ai vertici e pongono la loro candidatura come accreditati competitors del Napoli nella corsa allo scudetto. Lariani rimandati ad un ulteriore step di crescita necessario per lottare pe un posto in Europa, che resta alla portata dei ragazzi del mister spagnolo.
Cade invece, non senza sorpresa, la Roma di Gasperini, che a Cagliari ripete la brutta prestazione contro il Napoli, apatica, inconcludente, poco coraggiosa e propositiva. I ragazzi di Pisacane giocano meglio, controllando possesso e ritmi di gioco, con una voglia ed una determinazione nettamente superiori a quelle dei giallorossi. Male dunque i capitolini che, senza attaccanti veri difficilmente potranno dire la loro in chiave titolo, ma sono comunque ben in linea per lottare per il quarto posto, anche se serve qualcosa in più di ciò che si è visto negli ultimi 180 minuti.
Pareggia invece il Bologna a Roma contro la Lazio in una sfida ricca di errori e occasioni da una parte e dall’altra. Sarri ha a disposizione una rosa forse limitata, ma comunque molto qualitativa, e dispone al meglio i suoi che difendono bene e attaccano sugli errori degli avversari. La squadra di Italiano è parsa ancora sotto shock per la sconfitta contro la Cremonese che ne ha minato la sicumera, apparendo spesso confusa, imprecisa e frenetica, anche se ha comunque sempre fatto la partita. La squadra appare comunque stanca oltre che falcidiata dai troppi e continui infortuni.
Il Sassuolo continua la sua bella favola travolgendo una Fiorentina sempre più inconcludente ed in crisi. I ragazzi di Grosso incassano il rigore di Mandragora senza fare una piega, si ricompattano e fanno a pezzi la difesa viola apparsa sempre mal messa e fuori fase, se poi anche De Gea ci mette il suo allora si fa proprio difficile. Per Vanoli la strada è davvero in salita, con la squadra ultima, da sola, stavolta e ancora senza vittorie. Per i neroverdi un ottavo posto più che gratificante.
A pari punti con il Sassuolo c’è anche la Cremonese, abile ad aver la meglio nella ripresa di un coriaceo Lecce, grazie ad un 2-0 che lancia i grigiorossi nell’empireo, mai partiti infatti così bene dopo 14 giornate in serie A. La mano di Nicola si vede eccome, come anche quella di Di Francesco con i suoi salentini sempre propositivi, anche se troppo spreconi, come in un deja vu triste per il mister.
Brutta, e per certi versi inattesa, sconfitta dell’Udinese che, in casa, si vede superare nel finale dal Genoa. La squadra di Runjaic ancora una volta fallisce la partita in cui avrebbe potuto fare un importante step di crescita che l’avrebbe portata in zona Europa. Benissimo di contro i liguri che danno continuità al loro splendido momento positivo, confermando così che la scelta di De Rossi è stata ottima, con lui in panchina sono arrivati infatti ben otto punti.
Cade molto a sorpresa l’Atalanta, che, dopo tre successi divisi in tutte le manifestazioni, crolla imprevedibilmente a Verona. La squadra di Zanetti, grazie ad una prova maiuscola, conquista la sua prima vittoria in stagione con un 3-1 convincente e meritato che rilancia le chance di salvezza degli scaligeri. Per Palladino invece c’è molto da meditare, la strada della risalita non è così semplice come poteva sembrare.
Fondamentale successo del Parma che espugna l’Arena Garibaldi grazie ad una rete su rigore di Benedyczak alla mezz’ora. Tre punti d’oro per la squadra di Cuesta che si allontana dai rivali e respira un po’ dopo la brutta sconfitta interna contro l’Udinese. Molto male invece il Pisa che, perdendo, vede allontanarsi i diretti concorrenti, per Gilardino urge trovare qualche rimedio vincente, pena una sofferenza infinita.

