La trentacinquesima giornata di Serie A ha espresso tre verdetti attesi: l’assegnazione dello scudetto all’Inter, il ventunesimo della loro storia, e le retrocessioni di Hellas Verona e Pisa.
L’Inter ha fatto quello che tutti aspettavano da settimane, ha vinto la sua partita, 2-0, grazie alle reti di Thuram e Mikhitaryan, e festeggiato un titolo meritato nel girone di ritorno e vinto partendo dopo il disastroso finale di stagione dello scorso anno conclusosi con un pugno di mosche in mano dopo essere stati in lizza per fare il triplete. Grande onore e merito va a Chivu, capace di raccogliere i cocci e di gestire spogliatoio e gioco nel modo giusto per ricompattare un ambiente distrutto.
Il Napoli ha imposto lo 0-0 ad un Como bello e sprecone, capace come al solito di regalare sprazzi di calcio sublime, ma davvero poco cinico davanti alla porta. Per Fabregas l’Europa è cosa fatta, per la Champions è difficile, Conte si tiene il punto ma la prestazione non è stato il massimo, dopo aver consolidato però il secondo posto.
Cade rovinosamente, a Reggio Emilia, il Milan contro la sua bestia nera Sassuolo. Senza Modric e con Tomori che si fa espellere per un doppio giallo in 120 secondi al 24’, i rossoneri cadono sotto i colpi di Berardi e Laurientè. Neroverdi che consolidano la loro classifica bellissima, mentre i ragazzi di Allegri iniziano davvero a temere di fallire l’obiettivo Champions. Buon per loro che dietro nessuno per ora ha vinto.
Un’altra squadra che ha fallito di brutto l’occasione è stata la Juventus che, in casa, con il già retrocesso Hellas, è riuscita a malapena a pareggiare grazie ad una rete su punizione di Vlahovic, dopo che in avvio di match Bowie aveva portato avanti gli scaligeri. Per Spalletti una brutta e inattesa battuta d’arresto che impedisce ai bianconeri di raggiungere il Milan e rimette in gioco la Roma.
L’Atalanta in uno dei tanti 0-0 della giornata non riesce a sgretolare il muro del Genoa, fermandosi ad una traversa di Raspadori. La squadra orobica sembra essere davvero arrivata senza fiato al momento decisivo della stagione. Bene i liguri, virtualmente salvi.
Anche il Bologna ha spento il motore dalla sciagurata notte di Birmigham, ieri al Dall’Ara definire scialbo lo 0-0 contro il Cagliari è già un complimento. Male i felsinei, che sono già al mare, bene i sardi che si portano a casa il punto che volevano, sfiorando anche la vittoria.
La sfida tra le due squadre del vorrei ma non ci riesco, Udinese – Torino, se l’aggiudica la squadra di Runjaic grazie alle reti di Ezhinbue e Kristensen, battendo così il record di punti dei friulani che resisteva dal 2014. Caduta indolore ma che brucia per gli uomini di D’Aversa.
Il vero colpo lo ha fatto il Lecce che, a Pisa, è riuscito a battere i toscani per 2-1 grazie ai gol di Banda e Cheddira, dopo il momentaneo pareggio di Leris. Pe i salentini di Di Francesco i punti di vantaggio sulla Cremonese salgono a quattro. I toscani salutano la Serie A dopo la solita buona partita, in cui mancano i gol fatti, ma ci sono sempre quelli subiti.
La giornata si chiude stasera con due importantissimi posticipi: alle 18.45 Cremonese-Lazio e alle 20.45 Roma-Fiorentina, che ci diranno cose importanti per la lotta salvezza e Champions.

