La quarta giornata di Serie A ha regalato ancora una volta sfide emozionanti e ricche di pathos e gol, che hanno dato alla classifica una fisionomia un po’ più delineata.
L’Inter lo ha fatto ancora, sotto di due reti dopo un quarto d’ora, ha finito poi per rimontare furiosamente, e con grande efficacia, vincendo 5-3 contro la malcapitata Udinese, che forse s’era illusa per il facile vantaggio ottenuto con le reti di Abankwah e Ekkelenkamp prima che la marea nerazzurra travolgesse tutto con i gol di Carlos Augusto, Barella, Thiram, Pio Esposito e Bonny, prima della rete finale di Gueye. Chivu deve forse lavorare sull’approccio ai match della sua squadra e sugli errori banali che stanno commettendo i suoi difensori, ad iniziare dal portiere Martinez recidivo. Poco da addebitare ai friulani di Runjaic che, almeno, a spaventare l’Inter un po’ ci son riusciti.
La Roma tiene il passo e non si ferma più, allungando a quattro la serie di vittorie consecutive e mantenendo così la testa della classifica a pari merito con l’Inter proprio una settimana prima dello scontro diretto di sabato prossimo che vedrà le due capolista affrontarsi all’Olimpico. Partita scorbutica e non facile quella di Torino contro i granata, decisa dalle reti del solito Malen al 40’ e di Pisilli al 93’. Tutto bello quello che sta facendo la Roma di Gasperini in questo avvio di stagione, maluccio i granata alla terza sconfitta in quattro partite, con tanti interrogativi e poche certezze al momento.
Il Como non è da meno delle grandi e si issa a quota 10 punti, a braccetto con la Lazio, subito a ridosso delle capolista, ma per domare il Parma ha faticato forse più del lecito e del dovuto. Evidentemente le scorie della trionfale cavalcata in Champions si sono fatte sentire. La vittoria, meno scintillante e convincente del solito, è arrivata da grande, minimo sforzo e massimo risultato, grazie ai gol di Ramon al 23’ e di Kaiki all’82’, per il Parma, che ha offerto una più che discreta prestazione, ha segnato Guerrero, al suo primo gol in Italia al 92’.
Una delle ex capoliste a punteggio pieno, la Lazio, impegnata in un Olimpico semi-deserto, per la contestazione al Presidente Lotito, per un tempo ha preso a pallate un Milan tanto brutto, quanto arrendevole, portandosi agevolmente sul 2-0, grazie ai gol di Cancellieri e Noslin. Tutta un’altra storia invece è stata la ripresa con Amorim che ha cambiato gli inconsistenti e deludenti Modric, Loftus-Cheek ed Estupinan con Musah, Moreira e Pulisic e le parti si sono invertite con una sola squadra in campo, i rossoneri, capaci di pareggiare grazie alla splendida doppietta di Moreira in 2’. Note quindi tutte da interpretare per i due mister.
Grande impresa del Cagliari che, a Bergamo, ha conquistato la sua terza vittoria in quattro giornate, grazie alle reti di Mendy e Maldini su rigore, dopo il momentaneo pareggio di Scamacca. Per i ragazzi di Sarri una brutta battuta d’arresto, dopo quella contro la Roma, che testimonia un processo di crescita ancora tutto da alimentare. Pisacane non poteva invece iniziare meglio.
Folle partita è stata quella del Maipei, in cui, dopo un primo tempo chiuso a reti bianche, le emozioni sono arrivate quasi tutte in coda, nel recupero. Il Sassuolo si è portato avanti con Sebastiano Esposito al 65’, pareggio dei bianconeri con Zhegrova all’82’. E poi, tra il 90’ e il 94’, sono arrivate le reti di Bowie, ancora Zhegrova e, quella, decisiva, dell’ex Adzic. Per Aquilani una vittoria di prestigio che certifica l’ottimo approccio alla massima divisione. In casa Juventus invece, per Spalletti, i problemi non finiscono mai e, così, dopo i tanti infortuni, arriva anche una conduzione scellerata dei momenti della sfida con il gol decisivo preso quando la squadra era tutta all’arrembaggio senza nessuno rimasto a difendere.
Il Frosinone conferma il suo ottimo momento andando a cogliere un importante pareggio a Marassi contro il Genoa, che conquista così il suo primo punto. Ciociari in vantaggio con un gran gol di K’Vernazde, e liguri che, dopo aver fallito il primo rigore assegnato in serie A con Colombo nel primo tempo, riescono a pareggiare nella ripresa grazie ad una rete di capitan Vasquez, poi espulso.
Torna a vincere, dopo tre sconfitte tra Campionato e Champions, il Napoli di Allegri, che ha la meglio su un deludente Bologna grazie ad un gol di Lobotka al 66’. I campani faticano molto nel primo tempo contro un Bologna ordinato ed attento, a cui è stato in avvio annullato un gol a Theate per un offside di pochi cm. Nella ripresa si sono rivelati vincenti i cambi degli esterni con Lang e, soprattutto, Favasuli, autore dell’assist decisivo, tre punti che sono puro ossigeno per gli azzurri. Tre sconfitte in quattro partite sono un bottino più che magro per i felsinei, relegati in fondo alla classifica con un misero punticino.
Vince, al termine di una partita particolare, il Lecce che doma un Monza coriaceo e combattivo ma che, definire disattento sulle palle inattive, è un eufemismo. Di Coulibaly, doppietta, e Gabriel le reti dei salentini, cui i brianzoli rispondono con Mandas e Zeballos. Punti d’oro per i ragazzi di Di Francesco mentre è già crisi nera per quelli di Juric.
Il cambio di panchina porta invece molto bene alla Fiorentina che in laguna, contro il Venezia, dopo essersi trovata subito in svantaggio per effetto del gol di Adams, trova la serata di grazie di Mastantuono, autore di una tripletta, e di Pellegrino, al suo secondo gol in viola, mentre il gol di Hainaut rende solo meno amara la sconfitta di un Venezia ancora mestamente a zero punti, nonostante che in campo abbia offerto sempre delle belle prestazioni. Panchina a rischio per Stroppa? Buona la prima invece per Vanoli, che forse doveva essere confermato dopo la miracolosa salvezza conquistata nel campionato precedente.

