Il 15 e 16 ottobre il BPER Forum Monzani ha ospitato il 41° Congresso Nazionale della Società Italiana della Caviglia e del Piede. Al centro del dibattito prevenzione, nuove tecniche chirurgiche e recupero degli atleti, in un Paese dove cresce il numero di persone che praticano sport.
Sempre più italiani praticano sport, dai giovanissimi agli over 65. Secondo i dati riportati dagli organizzatori, il 37,5% della popolazione, pari a circa 21,5 milioni di persone, svolge un’attività sportiva. Una crescita che porta con sé importanti benefici per la salute, ma anche nuove sfide nella prevenzione e nella gestione degli infortuni, soprattutto a carico di piedi e caviglie, particolarmente sollecitati durante la corsa, i salti e i cambi di direzione.
Proprio a questi temi è stato dedicato il 41° Congresso Nazionale della Società Italiana della Caviglia e del Piede (SICP), che si è svolto il 15 e 16 ottobre al BPER Forum Monzani di Modena, con il titolo “Le patologie della caviglia e del piede nello sport: dalla diagnosi al trattamento”.
Due giornate di approfondimento scientifico che hanno riunito specialisti italiani e internazionali per fare il punto sulle più recenti conoscenze in materia di prevenzione, diagnosi, chirurgia e riabilitazione, con particolare attenzione alle esigenze degli sportivi di ogni età.
A presiedere il Congresso è stato il dottor Giuseppe Manfredini, ortopedico specialista del piede e della caviglia dell’Ospedale Privato Accreditato Fogliani, affiancato dal presidente onorario Umberto Alfieri Montrasio, consulente della Nazionale italiana di rugby.
Dalla prevenzione alla scelta delle calzature: come ridurre il rischio di infortuni
Uno dei temi centrali del confronto è stato il ruolo della prevenzione, soprattutto alla luce della crescente diffusione della pratica sportiva anche nelle fasce d’età più avanzate e del successo di discipline come il padel, che in Italia conta oltre 600mila appassionati.
«Oggi lo sport non ha più età: in campo o in pista troviamo ragazzi di 12 anni così come appassionati di 70 anni e oltre», ha spiegato il dottor Manfredini nel presentare il Congresso.
«L’aumento dei praticanti porta inevitabilmente a un incremento degli infortuni, ma molti di questi si possono evitare semplicemente scegliendo una calzatura adatta al proprio piede e al campo da gioco, oltre a curare il gesto atletico. In presenza di un dolore continuo, il consiglio è di non temporeggiare: un disturbo trascurato può cronicizzarsi e causare danni permanenti».
La prevenzione assume quindi un ruolo fondamentale non soltanto per gli atleti professionisti, ma anche per chi pratica sport a livello amatoriale. La scelta dell’attrezzatura, la corretta preparazione fisica e il riconoscimento tempestivo dei primi segnali di dolore sono aspetti essenziali per ridurre il rischio di lesioni e favorire una pratica sportiva sicura e continuativa.
Chirurgia mininvasiva, riabilitazione e nuove prospettive terapeutiche
Il programma scientifico ha approfondito le patologie più frequenti in discipline come calcio, basket, pallavolo, tennis, padel, rugby e corsa, con uno spazio dedicato anche ai problemi che interessano i giovani atleti durante l’adolescenza.
Particolare attenzione è stata riservata alle innovazioni nel trattamento delle lesioni sportive: dalla chirurgia mininvasiva all’artroscopia, fino alle protesi di caviglia e alle tecniche di rigenerazione dei tessuti.
Tra gli esperti coinvolti figurano il professor Sandro Giannini, già direttore dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, e gli specialisti internazionali Xavier Martín Oliva di Barcellona, Manfred Thomas di Augsburg e Samuel Adams della Duke University, negli Stati Uniti.
Il programma ha previsto anche un approfondimento dedicato alla possibilità di riprendere l’attività sportiva dopo un intervento di protesi alla caviglia, tema sempre più rilevante per i pazienti che desiderano mantenere uno stile di vita attivo anche dopo un’operazione.
Sport femminile e lavoro di squadra tra specialisti
Un altro importante ambito di approfondimento è stato quello della salute del piede e della caviglia nella popolazione femminile, con una sessione dedicata a WOW Italia (Women in Orthopaedics Worldwide), coordinata dalla professoressa Elena Manuela Samaila.
Il confronto ha riguardato le specificità delle patologie del piede nelle donne, dai cambiamenti legati alla gravidanza alle fratture da stress nel calcio femminile, evidenziando l’importanza di percorsi diagnostici e terapeutici attenti alle caratteristiche dei diversi pazienti.
Ampio spazio è stato inoltre riservato al confronto multidisciplinare tra ortopedici, medici dello sport, fisioterapisti e podologi, figure che svolgono un ruolo complementare nella prevenzione degli infortuni e nel recupero della funzionalità dopo un trauma.
«Oggi la tecnologia offre soluzioni straordinarie», ha sottolineato Manfredini, «ma la chiave del successo resta il lavoro di squadra tra ortopedico, medico dello sport, fisioterapista e podologo per accompagnare il paziente nel miglior percorso di guarigione».
Il Congresso di Modena ha così offerto un’occasione di aggiornamento e confronto sulle sfide che accompagnano la crescente diffusione dello sport, ribadendo l’importanza di integrare prevenzione, innovazione medica e collaborazione tra specialisti per tutelare la salute degli atleti professionisti e amatoriali.
Immagine generata con AI a puro scopo illustrativo. Non rappresenta scene, persone o momenti reali del congresso.

