Italia

All’1.30 chi vi scrive guarda fisso i numeri rossi proiettati dalla sveglia sul soffitto, gli occhi che non vogliono chiudersi, il sonno è lontanissimo, l’adrenalina ancora in circolo, mista a rabbia, delusione, impotenza.

Non so in quanti come il sottoscritto avete vissuto momenti simili, del resto chi ama la Nazionale, chi ama l’Italia, non poteva essere indifferente stanotte.

Per la terza edizione consecutiva gli azzurri sono fuori dal Mondiale. In estate 48 nazionali, alcune davvero improbabili, si giocheranno il titolo di campione del mondo, ma non la nostra, un’altra volta, ancora una volta.

Pareva essersi messo tutto sui giusti binari, un gran gol di Kean al quarto d’ora, l’ambiente cloroformizzato, poi, qualcosa si è rotto, gli azzurri hanno rinculato troppo concedendo campo, possesso ed iniziativa agli avversari, che si sono ripresi e hanno iniziato a crederci,

Dopo un altro tiro troppo innocuo dal limite dell’area di Retegui, la Bosnia ha iniziato ad attaccare a folate, sempre sulla fascia sinistra, dove Politano è stato ridicolizzato dal suo dirimpettaio Memic.

Un rinvio sbilenco, inaccettabile, come tanti altri ieri sera, di Donnarumma, ha deciso la partita. Bastoni, in affanno ed in ritardo, travolge Memic lanciato a rete, ma molto decentrato, a Turpin non è parso vero di poter estrarre il cartellino rosso ed espellere l’azzurro, che sbaglia tutto e non ha scusante alcuna, se non quella di aver giocato non a posto fisicamente e fuori ruolo.

Il secondo tempo è un esercizio di attacco contro difesa, nella bolgia. Un’infinità di cross dalle fasce per cercare Dzeko e Demirovic, che i nostri centrali però riescono sempre a disinnescare, a fatica, ma con attenzione.

In ripartenza, Kean si fa 50 metri di corsa da solo, poi, forse a colpa di un rimbalzo irregolare della sfera, dal limite spara alto di 10 cm, e lì abbiamo pensato tutti ‘qui non può che finire male!’.

Poi Pio Esposito, entrato (errore di scelta di Gattuso) per lo stesso Kean tira alto da buona posizione, e infine ancora Dimarco spreca con un tiro sbilenco nel cuore dell’area.

Quando mancano 11’ alla fine, Dedic azzecca la traiettoria giusta, Dzeko si appoggia su Mancini e ‘con l’aiuto del braccio’, devia verso la porta, Donnarumma compie un mezzo miracolo, ma, sulla ribattuta Tabakovic, la mette dentro 1-1 e supplementari.

Anche qui la nostra occasione l’abbiamo avuta con un colpo di testa di Palestra, ma Vasjli viene colpito dalla palla.

Si va ai rigori, sbaglia subito Pio Esposito, che la calcia fuori dallo stadio, poi sbaglia anche Cristante, che spacca la traversa,  e l’intera Bosnia può esplodere di gioia e dare inizio alla festa per un mondiale riconquistato 12 anni dopo la prima, ed unica volta volta, ed un altro paese piange per la mancata partecipazione ancora una volta, di nuovo…

Chi ha sbagliato?

In tanti, troppi: la Federazione e la Lega in primis, che non hanno saputo trovare date utili  per gli stages auspicati dal C.T., e nel sospendere il campionato un turno prima, Gattuso che, per riconoscenza, come già Bearzot e Lippi, si è affidato al gruppo anziché chiamare i più in forma, e anche per l’11 di partenza e i cambi, Bastoni per una lettura davvero assurda,  Kean, per non aver ucciso la partita su quell’azione, Turpin per una direzione arbitrale davvero non convincente.

Ma l’unica cosa certa è, comunque,  che ai ondiali non ci saremo anche questa volta e penso che in pochi lo guarderanno…e, chi vi scrive, al netto della sua passione per il calcio, sarà probabilmente tra quelli.

DiGiuseppe Floriano Bonanno

Nato a Torino nel 1964 e laureato in giurisprudenza a Bologna nel 1990, da una vita lavora in un’azienda top nel mondo del banking. Appassionato di sport, letteratura e viaggi, ha contribuito a diverse riviste online focalizzate su calcio e cultura. Inoltre, ha arricchito il suo percorso pubblicando una serie di romanzi.