Domenico Toscano

Un febbraio indigesto, che rischia di pesare come un macigno nella corsa al primato. Il Catania di Mimmo Toscano (nella foto, ndr), dopo tre mesi trascorsi a braccetto con il Benevento in vetta alla classifica, ha rallentato proprio nel momento chiave della stagione. Due vittorie e tre pareggi nelle ultime cinque gare hanno consentito alla formazione di Florio Flores di allungare fino al +7, mettendo gli etnei davanti a un crocevia decisivo.

Eppure, i numeri difensivi raccontano un’altra storia. Andrea Dini ha stabilito il record di imbattibilità casalinga in Serie C: 15 partite al “Massimino” senza subire reti dall’inizio della stagione. Un dato che certifica solidità e organizzazione nelle retovie, anche dopo l’infortunio di Di Gennaro. Ma nel calcio contano i punti e la classifica, oggi, impone riflessioni.

La sfida di giovedì contro il Benevento sa di spartiacque. In caso di sconfitta, i sanniti volerebbero a +10 a otto giornate dal termine, un margine che profumerebbe di fuga quasi definitiva. In caso di vittoria, invece, tutto si riaprirebbe: il distacco scenderebbe a -4, con scenari ancora da scrivere, anche alla luce delle difficili situazioni di Siracusa e Trapani, che rischiano di non completare il campionato. Un’eventuale esclusione dei granata, tra l’altro, permetterebbe al Catania di rosicchiare ulteriori due punti al Benevento.

Resta il fatto che febbraio, un po’ come lo scorso ottobre, ha segnato una frenata evidente. Il mese si era aperto con il pesante 3-1 subito a Sorrento, probabilmente la peggior prestazione stagionale, arrivata paradossalmente dopo una delle migliori: il 2-0 interno al Cosenza di fine gennaio. Una battuta d’arresto inattesa, seguita dallo 0-0 casalingo contro il Cerignola il 10 febbraio, altra gara povera di occasioni che ha alimentato qualche malumore tra i tifosi, soprattutto per i punti lasciati contro squadre non direttamente concorrenti.

Il copione si è ripetuto il 14 febbraio a Siracusa. Contro una formazione penultima, con appena un punto di vantaggio sul Foggia fanalino di coda, gli etnei sono passati in vantaggio con D’Ausilio – tra i più in palla in questo periodo agrodolce – ma si sono fatti rimontare da Di Paolo, senza più riuscire a cambiare l’inerzia del match.

In mezzo, il rotondo 4-0 nel derby contro il Trapani, in piena crisi e con una pesante penalizzazione di 15 punti, e l’1-0 al modesto Giugliano, anch’esso in lotta per non retrocedere, firmato dal solito D’Ausilio. Successi importanti per restare in scia del Benevento e tenere a distanza la Salernitana terza, ma maturati contro avversarie di seconda fascia.

Proprio a Salerno, il 1° marzo, è arrivato un altro pareggio che sa di occasione mancata. Sotto gli occhi del presidente Pelligra, giunto dall’Australia, passando per Dubai, qualche ora prima che negli Emirati Arabi venisse chiuso lo spazio aereo, il Catania ha disputato una buona gara per intensità e verticalizzazioni, ma non è riuscito a concretizzare contro una squadra sì blasonata, ma in evidente difficoltà: quattro punti nelle quattro gare precedenti, appena ottomila spettatori sugli spalti dell’“Arechi” e un recente cambio in panchina, con l’ex rossazzurro Giuseppe Raffaele sostituito da Serse Cosmi, tornato ad allenare dopo quattro anni di inattività.

Nel frattempo, il Benevento ha tenuto un ruolino impeccabile: 13 punti nelle ultime cinque partite, continuità e cinismo da capolista vera. Al momento, il primato è meritato.

Per il Catania, dunque, il tempo delle riflessioni è finito. Se l’obiettivo è la promozione – diretta o attraverso i playoff – serve una prova di forza. Perché la sfida con il Benevento non vale solo tre punti: è un test di maturità. E qualora si dovesse passare dalla lotteria degli spareggi, partite come questa diventeranno la regola, non l’eccezione. Chi vuole salire in B deve dimostrare di saper vincere proprio nelle notti che pesano di più.

DiAndrea Motta

Tra i massimi esperti di SEO Internazionale in Italia, dal 2013 è iscritto anche nell'albo dei giornalisti pubblicisti. A Catania si è innamorato del giornalismo sportivo; a Londra si è tolto la soddisfazione di collaborare per il Guardian e il Daily Mail.