Otto giornate, tredici punti e una stagione che, nel giro di poco più di un mese, ha già mostrato diverse facce del Catania. Quella fragile e ancora incompleta delle prime settimane, quella autorevole vista contro il Cosenza, quella nuovamente incerta con la Scafatese e il Barletta e, infine, quella più matura delle ultime uscite, culminate nelle vittorie contro Casertana e Crotone.
Il bilancio, oggi, invita a guardare avanti con maggiore fiducia rispetto a qualche settimana fa. Ma sarebbe probabilmente prematuro considerare concluso il processo di crescita.
Il Catania ha raccolto 13 punti nelle prime otto giornate, con quattro vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Ancora più significativo è, però, il dato relativo alle ultime quattro: 10 punti sui 12 disponibili, ottenuti grazie ai successi con Picerno, Casertana e Crotone e al pareggio interno contro il Barletta.
È una progressione che racconta una squadra diversa rispetto a quella osservata ad agosto. E forse non è del tutto sorprendente.
Una squadra costruita mentre il campionato era già iniziato
Per giudicare questo primo segmento della stagione bisogna infatti ricordare in quali condizioni Emilio Longo abbia dovuto costruire il nuovo Catania.
Il raduno era iniziato il 10 luglio, con una prima fase di preparazione al Massimino e successivamente il ritiro di Norcia. Ma la squadra vista nelle prime settimane di preparazione non era ancora quella definitiva.
Massimo Coda, per esempio, è stato presentato soltanto il 26 agosto, tre giorni dopo la prima giornata contro l’Inter U23 e non ha ancora giocato una gara dal primo minuto. Roberto Insigne è diventato ufficialmente un giocatore del Catania il 1° settembre, quando erano già state disputate due partite di campionato.
E non si trattava soltanto di aggiungere qualche alternativa. Calciatori come Coda, Insigne, Caligara e altri elementi entrati progressivamente nelle rotazioni sono giocatori destinati potenzialmente ad avere un peso importante nell’undici titolare. Ancora il 18 settembre il club presentava ufficialmente alla stampa Cabianca, Caligara e Perrotta come neo-rossazzurri.
Longo, in sostanza, ha dovuto allenare una squadra che cambiava mentre contemporaneamente doveva ottenere risultati. A questo si aggiunge un calendario che ha concesso poco tempo per lavorare sul campo.
Dal debutto del 23 agosto alla gara contro il Crotone del 3 ottobre, il Catania ha disputato otto partite di campionato, oltre alla Coppa Italia di Serie C contro il Savoia del 2 settembre. In mezzo, anche il turno infrasettimanale di Picerno del 15 settembre, appena tre giorni dopo la Scafatese.
Allenamenti di recupero, preparazione delle partite, nuovi giocatori da inserire, principi tattici da assimilare: per questo una parte delle difficoltà iniziali può essere letta come il prezzo fisiologico di una squadra ancora in costruzione.
Ma andiamo con ordine, dando uno sguardo alle partite giocate finora dai rossazzurri.
1ª giornata: Catania-Inter U23 1-2 – Il primo campanello d’allarme
Dopo le due partite di Coppa Italia ‘senior’ (vittoria ai rigori in casa del Vicenza e sconfitta 2-0 sul campo del Parma) il campionato comincia nel modo peggiore. Davanti a quasi 17 mila spettatori al ‘Massimino’, il Catania perde 2-1 contro l’Inter U23. Maye e Mosconi portano gli ospiti sullo 0-2 prima dell’intervallo, mentre Russo accorcia nella ripresa.
Il risultato fa rumore soprattutto perché il Catania appare lontano dall’identità che Longo aveva immaginato, nonostante un inizio che non era stato malvagio. La squadra tiene inizialmente il pallone, ma fatica ad accompagnare il possesso con velocità e profondità. Quando perde palla lascia invece spazi importanti alle transizioni nerazzurre.
Una squadra compassata, imprecisa che sottolinea come la necessità di tempo fosse comprensibile, ma non sufficiente per giustificare una prestazione così negativa. l’impressione dell’esordio era che mancassero ancora diversi pezzi: non soltanto nella rosa, ma nella costruzione del gioco.
Longo, alla vigilia, aveva chiesto soprattutto intesa e maturità. Il campo restituisce, invece, una squadra ancora distante da entrambi i concetti.
2ª giornata: Monopoli-Catania 2-0 – Da incidente a vero problema
Se contro l’Inter si poteva ancora parlare di falsa partenza, la trasferta contro il Monopoli trasforma il dubbio in preoccupazione.
Finisce 2-0, con Garritano e Greco a punire un Catania nuovamente vulnerabile. Longo cambia quattro uomini rispetto all’esordio e cerca risposte, ma – nonostante ancora una volta un inizio incoraggiante – il copione rimane simile: possesso non sempre produttivo, difficoltà negli ultimi metri e soprattutto una squadra facilmente attaccabile una volta superata la prima pressione.
Alla vigilia lo stesso tecnico aveva spiegato di voler vedere miglioramenti nella circolazione del pallone e nella capacità di leggere la pressione avversaria, aggiungendo che sarebbe stato necessario “continuare a lavorare sulle idee”.
Sul neutro di Bari, però, quelle idee sembrano ancora poco assimilate. Dopo due giornate, zero punti. È probabilmente il momento in cui il progetto di Longo viene messo sotto osservazione per la prima volta.
Ma è anche il momento in cui il mercato continua ancora a cambiare profondamente la squadra: Coda è appena arrivato, Insigne deve ancora essere ufficializzato e la sessione estiva si concluderà soltanto nei giorni successivi.
3ª giornata: Catania-Cosenza 4-0 – La prima immagine del Catania immaginato da Longo
Poi arriva il Cosenza al Massimino, con un Catania che – finalmente – vince 4-0 grazie alle reti di Cicerelli, Lunetta, Russo e Insigne, in una settimana gia’ segnata dalla sconfitta in Coppa Italia di Serie C contro il neopromosso Savoia che aveva espugnato il Massimino 3-0/
Più del risultato, però, contro i calabresi convince la prestazione. Per la prima volta si vedono insieme pressione, palleggio, intensità e capacità di attaccare gli spazi. Il Catania non si limita a vincere: dà la sensazione di controllare la partita.
Il degli uomini di Longo, e’ insomma, il primo vero esempio di ciò che questa squadra potrebbe diventare, soprattutto per la qualità del palleggio e per un’intensità mantenuta nell’arco della gara.
Anche Longo, però, evita di utilizzare il 4-0 come punto d’arrivo. Nel post-gara dice una cosa che oggi, dopo otto giornate, suona quasi programmatica: la sua vera vittoria sarebbe stata vedere una squadra con una propria identità e ora quella prestazione doveva essere riproposta nel tempo.
4ª giornata: Catania-Scafatese 1-2 – Il passo indietro che riapre tutti i dubbi
La risposta, almeno inizialmente, arriva nel modo peggiore. Cinque giorni dopo il 4-0 al Cosenza, il Catania perde nuovamente al Massimino: 1-2 contro la Scafatese.
Ed è forse questa la sconfitta che pesa di più delle tre. Non tanto per il valore dell’avversario, quanto perché arriva immediatamente dopo la partita che sembrava aver indicato la strada.
La Scafatese aggredisce, sfrutta gli spazi e passa in vantaggio. Il Catania reagisce nella ripresa, trova il pareggio con Russo e sembra poter completare la rimonta, ma nel finale Toscano segna il gol dell’1-2.
Il bilancio dopo quattro giornate è pesantissimo: tre sconfitte, una sola vittoria e un rendimento troppo distante dalle potenzialità mostrate contro il Cosenza.
Anche dal punto di vista tattico emerge una tendenza che accompagnerà il Catania ancora nelle settimane successive: grande capacità di produrre pressione e occasioni in alcune fasi, ma una struttura difensiva ancora troppo vulnerabile quando la squadra perde equilibrio.
È probabilmente il punto più basso del primo segmento di stagione. Perché il problema non è più soltanto il risultato, ma l’incapacità di dare continuità alla prestazione.
5ª giornata: Picerno-Catania 2-4 – La reazione e la scoperta del potenziale offensivo
Tre giorni dopo, senza quasi avere tempo per allenarsi, il Catania deve già tornare in campo. Ed è forse proprio qui che inizia il nuovo corso degli uomini di Longo.
A Picerno, con un Longo secondo alcuni media gia’ sulla graticola – i rossazzurri vincono 4-2, ma soprattutto costruiscono un vantaggio di quattro reti: Ierardi, Bruzzaniti e Cavuoti segnano nel giro di pochi minuti nel primo tempo, Cicerelli realizza lo 0-4 nella ripresa.
Per oltre un’ora si vede una squadra aggressiva, verticale e capace finalmente di sfruttare la qualità dei suoi uomini offensivi.
È una risposta importante anche sul piano psicologico. Dopo tre sconfitte in quattro partite, andare su un campo complicato pochi giorni dopo la delusione con la Scafatese e produrre una prestazione di questo tipo dimostra che il Catania non è entrato in una spirale negativa.
Tuttavia, bisogna essere cauti: il 4-2 è un segnale importante, ma non significa che tutti i problemi siano improvvisamente scomparsi. Ed è probabilmente la lettura corretta ancora oggi: il Catania comincia a mostrare il proprio potenziale, ma deve ancora dimostrare di poterlo trasformare in normalità.
6ª giornata: Catania-Barletta 0-0 – Quando bisogna costruire, il meccanismo si inceppa
Il pareggio contro il Barletta rappresenta forse la partita più utile per capire cosa manchi ancora al Catania.
Dopo i quattro gol di Picerno ci si aspetta una conferma. Arriva invece uno 0-0 al Massimino. La formazione pugliese concede poco, mantiene ordine e costringe il Catania a produrre gioco contro una squadra organizzata dietro la linea del pallone.
Ed è qui che tornano le difficoltà. Circolazione lenta, poche soluzioni negli ultimi metri e diverse transizioni concesse agli avversari. Dini deve intervenire in più di un’occasione per evitare che il risultato diventi addirittura peggiore.
Insomma, dopo la bella prestazione un campanello d’allarme che rimane valido anche dopo otto giornate.
Il Catania sembra trovarsi maggiormente a proprio agio quando può aumentare ritmo, recuperare palloni e attaccare spazi.
Deve invece ancora trovare continuità nella gestione delle partite in cui l’avversario gli consegna il possesso e gli chiede di trovare pazientemente la soluzione.
Per una squadra che vuole stare ai vertici, soprattutto al Massimino, sarà un passaggio fondamentale.
7ª giornata: Casertana-Catania 1-2 – Vincere anche quando la partita cambia
Caserta offre invece un altro segnale di maturazione. Il Catania parte forte, passa in vantaggio con Cicerelli e costruisce diverse occasioni per chiudere la partita già nel primo tempo.
Non lo fa. La Casertana reagisce nella ripresa, pareggia con Castelli e modifica completamente l’inerzia della gara.
Qualche settimana prima una situazione del genere avrebbe probabilmente alimentato la sensazione di un Catania fragile.
Questa volta succede il contrario: al 93′ Ierardi segna il 2-1 e consegna a Longo tre punti pesantissimi.
La prestazione non è perfetta, ma il giudizio complessivo cambia: il Catania appare più vivo, più pericoloso e soprattutto capace di trovare una soluzione anche quando la partita smette di seguire il piano iniziale.
È significativo ciò che Longo dice dopo la gara: “Credo siamo quasi al punto giusto.”
Parla di crescita, della possibilità di utilizzare Lunetta dall’inizio e poi affidarsi a Insigne, Caligara e Coda dalla panchina e della volontà della squadra di cercare la vittoria fino alla fine.
8ª giornata: Catania-Crotone 2-1 – Una vittoria diversa dalle altre
Contro il Crotone arriva forse il risultato più incoraggiante di tutti. Non perché sia la miglior partita del Catania.
Anzi. Il primo tempo è complicato. Il Crotone passa con Zunno e il Catania fatica a trovare ritmo e soluzioni.
Ma Longo interviene in maniera radicale: all’intervallo inserisce contemporaneamente Coda, Insigne, Caligara e Cabianca.
La partita cambia: Insigne pareggia al 69′, Coda la ribalta al 94′ su calcio di rigore.
È una vittoria molto diversa dal 4-0 contro il Cosenza o dal 4-2 di Picerno.
Quelle avevano mostrato quanto il Catania potesse essere forte quando la partita si metteva sui binari desiderati.
Questa dimostra invece che la squadra comincia a possedere strumenti per modificare una partita che sta andando male.
E soprattutto mostra finalmente la profondità di una rosa costruita durante le prime settimane di campionato.
Coda, Insigne e Caligara, tre giocatori arrivati quando la stagione era praticamente già iniziata, possono essere utilizzati contemporaneamente per cambiare il volto di una gara.
È forse questo l’aspetto che rende oggi il quadro più interessante rispetto a quello di fine agosto.
Dalle tre sconfitte nelle prime quattro ai 10 punti nelle successive quattro
Le prime otto giornate possono quindi essere divise quasi perfettamente in due blocchi.
Nelle prime quattro:
Catania-Inter U23 1-2
Monopoli-Catania 2-0
Catania-Cosenza 4-0
Catania-Scafatese 1-2
Tre punti su dodici.
Nelle successive quattro:
Picerno-Catania 2-4
Catania-Barletta 0-0
Casertana-Catania 1-2
Catania-Crotone 2-1
Dieci punti su dodici.
La differenza è evidente.
Ma sarebbe semplicistico ridurla soltanto a una squadra che prima giocava male e improvvisamente ha cominciato a giocare bene.
Nel frattempo Longo ha potuto lavorare con una rosa più vicina a quella definitiva, diversi giocatori hanno guadagnato condizione e minuti e l’allenatore ha progressivamente ampliato le proprie possibilità tattiche.
Anche la capacità di cambiare sistema durante le partite – dal 4-2-3-1 alla difesa a tre, fino alle modifiche effettuate contro il Crotone – suggerisce una conoscenza reciproca che ad agosto semplicemente non poteva essere allo stesso livello.
Il Catania sta crescendo. Ma non è ancora arrivato
Il rischio, adesso, sarebbe commettere l’errore opposto rispetto alle prime settimane.
Dopo le sconfitte contro Inter, Monopoli e Scafatese era probabilmente eccessivo considerare compromesso un progetto appena cominciato. Allo stesso modo, dopo dieci punti nelle ultime quattro partite sarebbe prematuro considerare risolti tutti i problemi.
La discontinuità, palesatasi finora, è probabilmente il prossimo ostacolo da superare. Perché il Catania delle ultime settimane ha cominciato a mostrare ciò che può diventare. Ora deve dimostrare di poterlo essere ogni domenica.

