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C’è un mese che, più degli altri, sembra accompagnare puntualmente il destino del Catania: ottobre. Il campionato è ancora nella sua fase iniziale, le classifiche sono tutt’altro che definitive e i margini di recupero non mancano. Eppure, quasi ogni anno, è proprio in questo periodo che si comincia a capire di che pasta sia fatta la squadra rossazzurra. Se potrà davvero recitare un ruolo da protagonista oppure se sarà destinata a vivere un’altra stagione di rincorsa, tra speranze, illusioni e occasioni mancate. Insomma, per capire se il Catania di Emilio Longo sarà carne o pesce.

Anche quest’anno la sensazione è simile. Dopo un avvio di campionato in cui i risultati non avevano sempre rispecchiato le aspettative, la formazione etnea sembrava aver finalmente trovato continuità, con una serie di risultati positivi che aveva riacceso l’entusiasmo dei tifosi, in virtù di dieci punti conquistati nelle ultime quattro partite.

In questo contesto, le due trasferte consecutive contro Altamura e Potenza rappresentavano altrettanti banchi di prova. La prima per confermare i progressi e dare seguito alla risalita in classifica, la seconda per misurare le reali ambizioni del Catania contro la capolista del girone C.

Il bilancio finale è agrodolce: tre punti conquistati ad Altamura, nessuno a Potenza. Ma i risultati, da soli, non raccontano tutto.

Altamura, un Catania convincente: Coda, Insigne e Cabianca firmano il tris

Domenica 11 ottobre, allo stadio Tonino D’Angelo, il Catania ha offerto una delle prestazioni più convincenti di questo inizio di stagione, imponendosi con un netto 3-0 sul Team Altamura.

Una vittoria costruita con personalità, organizzazione e qualità, che ha confermato la crescita della squadra di Longo. Dopo un avvio in cui i padroni di casa hanno provato a rendersi pericolosi, i rossazzurri hanno progressivamente preso il controllo del gioco, trovando il vantaggio al 29′ con Massimo Coda, alla prima da titolare, bravo a sfruttare un pallone in area.

Nella ripresa la formazione pugliese ha cercato di reagire, ma è stato ancora il Catania a colpire. Al 58′ Roberto Insigne ha firmato il raddoppio con una bella conclusione a giro, prima del definitivo 3-0 realizzato all’81’ da Eddy Cabianca, puntuale di testa su cross di Masciangelo.

Una prestazione solida, impreziosita anche dagli interventi di Dini e dalla capacità dei rossazzurri di gestire i momenti della partita senza perdere equilibrio. Il successo in Puglia ha rappresentato la terza vittoria consecutiva e il quinto risultato utile di fila, alimentando la sensazione che il Catania avesse finalmente trovato la strada giusta.

E soprattutto ha permesso agli etnei di presentarsi alla sfida di Potenza, contro la formazione capolista, con fiducia e ambizioni rinnovate. Perché se vincere contro avversari sulla carta inferiori è fondamentale, per capire fino a dove può arrivare una squadra bisogna misurarsi con chi occupa le prime posizioni.

Potenza, una sconfitta che brucia: tra errori difensivi e polemiche arbitrali

Sabato 17 ottobre, allo stadio Alfredo Viviani, è arrivata la risposta meno desiderata. Il Potenza si è imposto per 2-1, interrompendo la striscia di vittorie del Catania e portandosi a nove punti di distanza dai rossazzurri.

La partita si è messa subito in salita. Dopo appena tre minuti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Ghisolfi ha approfittato di una disattenzione difensiva per portare avanti i padroni di casa. Un avvio certamente da dimenticare, soprattutto in uno scontro diretto così importante. Il Catania, però, ha avuto il merito di reagire, provando a costruire occasioni e a rimettere in equilibrio il risultato.

Al 33′ è arrivato il primo episodio destinato ad alimentare le polemiche: Cicerelli, servito da Di Gennaro, ha trovato la rete del possibile pareggio con una splendida conclusione, ma il gol è stato annullato per una posizione di fuorigioco apparsa quantomeno dubbia. La successiva revisione al Football Video Support non ha modificato la decisione iniziale.

Nella ripresa il Catania ha effettuato una serie di cambi – tra cui, ancora una volta, la staffetta Quaini (nella foto, ndr) – Torrasi -, mentre il Potenza ha continuato a rendersi pericoloso, costringendo Dini a interventi importanti. Ma a lasciare l’amaro in bocca ai rossazzurri sono state soprattutto alcune decisioni del direttore di gara Francesco Zago.

Prima la mancata concessione di un calcio di rigore per una trattenuta ai danni di Coda, poi il penalty assegnato ai padroni di casa per un intervento di Bruzzaniti su Loiacono, trasformato da Castorani al 66′.

Due valutazioni che hanno inevitabilmente fatto discutere, anche per la diversa interpretazione di episodi che presentavano alcune analogie. E non è finita qui. Nel finale, un’altra rete del Catania, realizzata da Cavuoti, è stata annullata per una precedente posizione di fuorigioco di Caturano. Soltanto nei minuti di recupero Allegretto ha trovato il gol del 2-1, riaccendendo per qualche istante le speranze di una rimonta che non si è concretizzata.

Il Catania è così tornato dalla Basilicata senza punti, ma con parecchio da recriminare. Sarebbe tuttavia troppo semplice attribuire la sconfitta esclusivamente alla direzione arbitrale. Alcune decisioni hanno lasciato dubbi legittimi, soprattutto il gol annullato a Cicerelli, ma restano gli errori commessi in campo: il vantaggio concesso dopo appena tre minuti, alcune disattenzioni difensive e una prestazione meno brillante rispetto a quella vista ad Altamura.

È proprio questo il punto da cui Longo dovrà ripartire. Il Catania ha dimostrato di avere qualità e carattere, ma per competere davvero con le migliori squadre del girone serviranno maggiore continuità, attenzione e capacità di gestire gli appuntamenti decisivi.

Domenica arriva il Giugliano: vietato fermarsi

Dopo le due trasferte, il Catania torna al Massimino, dove domenica 25 ottobre, alle ore 15.00, affronterà il Giugliano, nell’undicesima giornata di campionato. Una partita che, pur arrivando ancora nella fase iniziale della stagione, assume già un peso significativo.

I nove punti di distanza dalla vetta non rappresentano una sentenza definitiva, ma nemmeno un distacco da sottovalutare. Per questo sarà fondamentale tornare immediatamente alla vittoria, sfruttando il fattore campo e cercando di recuperare quella fiducia che la sconfitta di Potenza rischia di aver incrinato.

La squadra dovrà dimostrare di saper reagire alle difficoltà senza lasciarsi trascinare dalle polemiche, confermando quanto di buono mostrato nelle settimane precedenti.

Il logo storico all’asta e lo spettro della penalizzazione

Mentre Longo prepara la sfida con il Giugliano, fuori dal rettangolo verde continuano a tenere banco due vicende che attirano inevitabilmente l’attenzione della tifoseria rossazzurra.

La prima riguarda l’asta per l’aggiudicazione dello storico logo del Calcio Catania, quello con l’elefantino e lo scudetto rossazzurro, simbolo di decenni di storia e di appartenenza. La procedura, che dovrebbe concludersi giovedì 22 ottobre, vede in corsa quattro soggetti: oltre al Catania FC della proprietà Pelligra, risultano tra i partecipanti il Comune di Catania, la società Revolution Group e un quarto concorrente, indicato dalle cronache come una società romana.

L’altra questione, più delicata dal punto di vista sportivo, riguarda la possibile penalizzazione in classifica per il ritardo nella presentazione delle garanzie fideiussorie richieste dalla normativa federale. Al momento non risulta una decisione definitiva, ma tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane c’è quella di una penalizzazione di un punto, come già accaduto nell’ottobre 2024 per una precedente vicenda legata al deposito della fideiussione integrativa.

Questioni diverse, ma entrambe, in potenza, capaci di distogliere l’attenzione da quello che dovrebbe restare l’obiettivo principale: il campo. Spetterà dunque a Longo il compito di mantenere alta la concentrazione della squadra, isolando il gruppo dalle vicende extracalcistiche.

DiAndrea Motta

Tra i massimi esperti di SEO Internazionale in Italia, dal 2013 è iscritto anche nell'albo dei giornalisti pubblicisti. A Catania si è innamorato del giornalismo sportivo; a Londra si è tolto la soddisfazione di collaborare per il Guardian e il Daily Mail.