Italy vs Turkey

Al Dall’Ara si è chiusa la serie di quattro partite della Nations League, che ha regalato alla nuova Italia di Mancini un bottino di sette punti, frutto di una sconfitta, quella all’esordio contro il Belgio, due vittorie contro la Turchia, per 4-1 in trasferta e 3-1 in casa, ed il prezioso pareggio in Francia.

Prima di esaltarsi troppo per questa ‘rinascita’ forse inattesa, bisogna comunque frenare un po’ i facili entusiasmi, troppe sono state le grandissime delusioni del recente passato! Tuttavia non bisogna neppure cercare troppi cavilli o ’casualità’  per provare a ridimensionare, o peggio denigrare, quel che si è visto di buono e promettente.

Davanti a 30.000 spettatori entusiasti, con almeno 3/4000 tifosi turchi disseminati in tutti i settori, se Montella ha dovuto fare di necessità virtù, visto che gli mancavano i tre giocatori migliori, Calhanoglou, Yildiz e Guler, dopo la sida di Saint Denis, Mancini sostituisce  nove undicesimi della squadra di Parigi, dando via libera alle ‘seconde linee’, schierando davanti a Donnarumma, Di Lorenzo e Ruggeri sulle fasce, Bastoni e Mancini centrali, con un centrocampo tutto nuovo con Barella, Romano e Doumbia, e un nuovissimo tridente d’attacco con Vergara e Maldini ali e Scamacca riferimento centrale.

I primi venti minuti sono tutti di una bella Turchia, veloce, sbarazzina ed abile a metterci in difficoltà con triangolazioni veloci e giocate in velocità, che la porta ad impegnare severamente Donnarumma in almeno un paio di occasioni (e poi l’ambiente turco ha anche il coraggio di contestare Montella!!!)

Gli azzurri faticano a trovare le distanze ed i ritmi giusti, ma, quando alzano un po’ i giri-motore, a metà tempo passano con Scamacca, che torna al gol in azzurro dopo tre anni, abile a colpire al centro dell’area da bomber vero.

Rotto il ghiaccio l’Italia inizia a giocare bene con il suo gioco fatto di ripartenze dal basso, di aggressione alta e di veloci triangolazioni a tutto campo.

Nella ripresa il copione non cambia, ma, dopo che gli azzurri falliscono il raddoppio con Doumbia, e, appena dopo i primi cambi, con Calafiori, Esposito e Kayode dentro per Ruggeri, Scamacca e Di Lorenzo, arriva il meritato pareggio dei turchi al 61’ con Simsir su assist di Celik dal fondo.

L’Italia qui dimostra di avere già chiaro in testa non solo i nuovi meccanismi del Mister, ma anche la consapevolezza della propria forza, e non si lascia turbare, ricominciando come se nulla fosse, con Barella che al 64’ disegna una perfetta traiettoria su punizione, su cui, Calafiori, appostato sul secondo palo, interviene di testa disegnando una traiettoria a spiovere che non dà scampo a Cakir, facendo esplodere d’entusiasmo il Dall’Ara.

Il resto del tempo con gli ingressi in campo di Tonali per Barella e di Frattesi per Vergara è un esercizio di controllo e gestione, con  la volontà sempre presente di continuare ad offendere, con Donnarumma abile ancora una volta a parare su una conclusione insidiosa dal limite, e Romano, che regala a Pio Esposito il pallone per il definitivo 3-1, settimo gol in 13 uscite azzurre per Pio.

A conclusione di questo mini-ciclo che vede gli azzurri superare il Belgio, sconfitto in rimonta dalla Francia, chiudere a sette punti in 4 sfide, salvi e già certi di un  posto tra le teste di serie per le qualificazioni ad Euro 2028, si può dire che Mancini ha iniziato da dove aveva finito, cioè  costruire una squadra credibile, che ha talento, da coltivare, individualmente e come gruppo, ma anche di aver già fatto mandare a memoria i concetti base del suo gioco, e , soprattutto, di essere entrato nelle teste dei giocatori, regalando loro autostima e convinzione, che ha fatto sposare loro la sua filosofia.

Ieri sera ottime le prestazioni di Vergara e Doumbia, davvero incontenibili a tratti, convincente e buonissima la prova di Romano, ma, in generale, tutti promossi e adesso, dopo aver recuperato il gusto di attendere, vedere e godere delle prestazioni della nazionale, non ci resta che  aspettare di vedere il secondo round a metà novembre, dove immaginiamo arriveranno altri 5/6 elementi dell’Under 21 di Baldini che si è qualificata trionfalmente per gli Europei di categoria, seppellendo di gol, 6-2, la malcapitata Polonia.

DiGiuseppe Floriano Bonanno

Nato a Torino nel 1964 e laureato in giurisprudenza a Bologna nel 1990, da una vita lavora in un’azienda top nel mondo del banking. Appassionato di sport, letteratura e viaggi, ha contribuito a diverse riviste online focalizzate su calcio e cultura. Inoltre, ha arricchito il suo percorso pubblicando una serie di romanzi.