Questo Inter-Bologna 3-1 è la fotografia di una squadra che non ha vinto “per episodi”, ma perché ha scelto il copione e ha tolto al Bologna ogni possibilità di battuta: nelle interviste del dopo gara si è percepita chiarissima la differenza tra chi parla di piano riuscito (vedi Kolarov) e chi, dall’altra parte, ammette di non essere mai entrato davvero nella partita (vedi Italiano). Il dominio nasce prima di tutto dalla riaggressione: l’Inter ha fatto la cosa più fastidiosa del calcio moderno, cioè recuperare subito dopo aver perso palla, con distanze corte e corse coordinate, obbligando il Bologna a giocare spesso senza tempo e senza linee di passaggio pulite; quando non rubi palla, comunque “sporchi” il primo controllo e già quello cambia il mondo. In fase di possesso, poi, la supremazia territoriale non è stata solo possesso sterile, ma una superiorità posizionale: l’Inter ha riempito il centro con rotazioni continue, creando sempre lo spazio per l’uomo libero tra le linee (la classica ricezione che costringe il mediano avversario a scegliere: esco e mi buco dietro, resto e ti faccio girare fronte porta).
Il Bologna, che di solito vive di aggressività e coraggio, è stato costretto a rincorrere a vuoto: se alzi la pressione, l’Inter ti attira e ti punisce nello spazio che lasci; se ti abbassi, l’Inter ti schiaccia con seconde palle, cross tagliati e attacchi del lato debole. Fondamentale anche l’equilibrio “in anticipo”: l’Inter ha attaccato con tanti uomini, sì, ma con una copertura preventiva sempre pronta, quindi le transizioni del Bologna sono rimaste un’idea più che un pericolo, perché appena provavano a girarsi trovavano subito una maglia nerazzurra addosso e un passaggio obbligato verso l’esterno o all’indietro. E qui sta il punto emerso nel post match: quando una squadra domina così, non è solo questione di intensità, è questione di scelte ripetute bene per novanta minuti, senza scomporsi.
Anche i piazzati (i “dettagli” del calcio) hanno avuto il sapore della preparazione: movimenti sincronizzati, tempi d’attacco, blocchi e smarcamenti studiati, la classica roba che in settimana sembra noiosa e la domenica diventa un vantaggio competitivo.
In sintesi, Inter Bologna 3-1 è stata una partita ricca di intensità, occasioni a ripetizione per l’Inter che ha controllato ciò che conta davvero: il pensiero dell’avversario, le distanze tra i reparti e i momenti emotivi (come ad inizio match con tutte quelle occasioni sprecate), quelli in cui di solito il Bologna prova ad alzare il volume; qui, invece, il volume lo decideva l’Inter, e quando succede gli avversari finiscono a giocare una partita diversa da quella che avevano preparato.

