Mentre a tre giornate dal termine il Benevento ha già potuto festeggiare la promozione diretta in Serie C, in casa Catania si continua a lottare per consolidare il secondo posto e garantirsi un piazzamento favorevole in ottica play-off, respingendo gli assalti delle dirette concorrenti, tra cui squadre in crescita nelle ultime settimane e capaci di accorciare la classifica (vedi Casertana ma soprattutto il Cosenza).
In realtà, ai rossazzurri basterebbero quattro punti nelle ultime tre gare per blindare l’obiettivo e presentarsi alla post-season con un margine di sicurezza. Quattro, proprio come i punti raccolti nelle prime tre uscite con William Viali in panchina: un avvio che racconta già molto del nuovo corso etneo, tra segnali incoraggianti e qualche campanello d’allarme emerso soprattutto nelle gare interne.
Se della gara d’esordio contro il Casarano, terminata 1-1 al “Massimino”, si era già detto, nelle due partite successive il Catania ha ottenuto una vittoria preziosa e sofferta per 1-0 sul campo del Latina – una gara bloccata e decisa da un episodio, con Bruzzaniti (nella foto, ndr) ancora in gol – salvo poi incappare in una sconfitta tanto inattesa quanto pesante: il 2-1 casalingo contro il Picerno, maturato il lunedì di Pasauetta tra disattenzioni difensive e difficoltà nel gestire i momenti chiave del match.
Un risultato che ha fatto rumore soprattutto per un dato: con Toscano in panchina, gli etnei avevano costruito una solidità interna quasi inattaccabile, restando imbattuti per ben 16 gare casalinghe senza subire gol. Con Viali, invece, il trend si è improvvisamente invertito: tre reti incassate in due partite al “Massimino” e un solo punto raccolto, con una squadra apparsa meno compatta e più esposta alle ripartenze avversarie.
Numeri che fotografano un cambiamento evidente anche sul piano tattico. Il nuovo tecnico ha introdotto un sistema di gioco diverso, passando alla difesa a quattro e chiedendo maggiore partecipazione offensiva agli esterni e alle mezzali. Il Catania prova a costruire di più, ad alzare il baricentro e a gestire il possesso con maggiore continuità, ma paga inevitabilmente qualcosa in termini di equilibrio.
Fin qui, nulla di problematico in assoluto: un atteggiamento più offensivo può pagare, soprattutto in ottica play-off dove spesso servono coraggio e qualità per fare la differenza. Tuttavia, resta evidente come l’efficacia sotto porta non sia ancora all’altezza della mole di gioco prodotta.
Ed è proprio qui che emergono le criticità già note. Gli etnei continuano a faticare nel chiudere le partite: una volta trovato il vantaggio, la squadra raramente riesce a mettere al sicuro il risultato con il gol del raddoppio, lasciando così aperti spiragli agli avversari. E quando viene raggiunta, come accaduto contro il Picerno, manca spesso la prontezza nella reazione, sia dal punto di vista mentale che nella gestione tattica dei momenti decisivi.
Un limite che rischia di pesare in questo finale di stagione, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra un piazzamento favorevole e un cammino play-off più complicato, magari contro avversari in fiducia e abituati a giocare partite sporche e ad alta tensione.
Le ultime tre giornate diranno molto: serviranno punti, ma soprattutto risposte sul piano della tenuta difensiva e della concretezza offensiva. Perché il nuovo Catania di Viali è ancora un cantiere aperto, sospeso tra un’identità offensiva più ambiziosa e la necessità di ritrovare quella solidità che, fino a poche settimane fa, sembrava essere il vero punto di forza della squadra.

