Messi

Dopo 102 partite il mondiale americano ha finalmente scelto i contenders per la finalissima di domenica prossima a New York, alle 21, saranno i campioni in carica dell’Argentina e i Campioni d’Europa della Spagna.

Non poteva esserci partita più intrigante e attraente, il veccho re, ancora sugli scudi più che mai, Lionel Messi, contro l’erede designato, il diciannovenne Lamine Yamal.

SEMIFINALI

FRANCIA – SPAGNA 0 – 2 (22′ rig. Oyarzabal, 58′ Porro)

Chi si attendeva la rivincita di Euro 2024 è rimasto deluso, non c’è infatti stata praticamente partita. L’inizio pareva indicare nei transalpini la squadra più manovriera e decisa a comandare il gioco, con le furie rosse guardinghe e pronte a ripartire, ma è bastato un imperdonabile leggerezza di Digne a cambiare tutto. Yamal, sull’errore del terzino, ha conquistato un penalty che il solito Oyarzabal ha trasformato, mettendo la partita in discesa per gli spagnoli e spegnendo la luce dei francesi. La squadra di Deschamps ha smesso di giocare da tale, affidandosi alle velleitarie iniziative individuali del sui solisti, che non sono andati però da nessuna parte, rendendo agli avversari ancor più facile difendere e gestire il match. In apertura di ripresa il gol di Porro, al termine di una bella azione, ha chiuso definitivamente i giochi regalando alle furie rosse la loro seconda finale mondiale, dopo quella vinta nel 2010, e bocciando una Francia presuntuosa ed incapace di gestire la situazione di svantaggio, impedendo così la terza finale consecutiva a Mbappè, ben controllato ed inconcludente come tutti i suoi compagni, di aspirare a fare la doppietta mondiale. Molto bene invece la Spagna, in crescita evidente, guidata magistralmente da Rodri e con uno Yamal ancora a  mezzo servizio, ordinata, attenta e difficilissima da perforare in difesa.

INGHILTERRA – ARGENTINA 1 – 2 (55′ Gordon, 85′ Enzo Fernandez, 92′ Lautaro Martinez)

Il match è iniziato con un accenno di rissa dopo già al 2’, dopo un paio di interventi duri ed intimidatori dei sudamericani, che hanno poi sempre tenuto altissimi i toni agonistici. I bianchi hanno provato a fare la partita, ma senza costrutto e senza rendersi quasi mai pericolosi, con l’albiceleste sempre guardinga e pronta a colpire con Messi, efficace a sprazzi, ma con la sensazione di poter fare più degli avversari. Un paio di occasioni per l’Argentina nel primo tempo e una in avvio di ripresa le uniche emozioni per i primi 54’. Poi la partita si è stappata con l’Inghilterra passata in vantaggio con Gordon, a coronamento di una perfetta ripartenza. Dopo una potenziale altra occasione fallita un paio di minuti dopo, Tuchel ha fatto cambi difensivi e trasmesso ai suoi un unico diktat, difendere il fortino, non pressando più per infastidire in partenza l’azione degli avversari, e senza più ripartire. Anche Scaloni ha attinto alla panchina, tutto in chiave offensiva, e, con l’azione che partiva facilmente, gli argentini si sono installati a ridosso dell’area avversaria costruendo occasioni su occasioni con Pickford e i legni a salvare i tre leoni.

A 5’ dalla fine Messi ha servito al limite dell’area Fernandez, che con un preciso shoot, ha rimesso la partita in equilibrio, e, con un’Inghilterra sempre più remissiva e sotto shock, al 92’ ancora Messi ha messo un cioccolatino sulla testa di Lautaro che ha regalato ai suoi, e alla nazione, l’impresa epica con una impensabile remuntada realizzata in 6’34’’ e la seconda finale consecutiva. Onore all’Albiceleste, che ha dimostrato di essere una famiglia coesa ed unita, prima che una squadra, e che più volte è riuscita in questo  mondiale ad uscire dal baratro in cui era finita. Male l’Inghilterra per l’atteggiamento ultra-difensivo voluto da Tuchel che ha snaturato la squadra facendo così il gioco degli avversari. Sessanta anni dopo, dunque, niente nuova finale per l’Inghilterra, che si squaglia sempre alla fine sul più bello.

Messi cerca la doppietta mondiale che lo eleggerebbe a ‘il più grande di sempre’ e nulla è impossibile a questo punto per i ragazzi di Scaloni.

Vedremo nel weekend, in cui sono in programma le due ultime sfide di questo incredibile  mondiale.

FINALE TERZO POSTO

sabato 18 luglio (ore 23:00), Miami Stadium

 FINALE

domenica 19 luglio (ore 21:00), New York New Jersey Stadium

DiGiuseppe Floriano Bonanno

Nato a Torino nel 1964 e laureato in giurisprudenza a Bologna nel 1990, da una vita lavora in un’azienda top nel mondo del banking. Appassionato di sport, letteratura e viaggi, ha contribuito a diverse riviste online focalizzate su calcio e cultura. Inoltre, ha arricchito il suo percorso pubblicando una serie di romanzi.

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