Andrea Motta Pelligra VideoRegione

Ross Pelligra guarda al futuro del Catania con determinazione e visione strategica. Il presidente rossazzurro è abituato a lavorare lontano dai riflettori, ma dietro le quinte il suo progetto per il 2026 procede a passo deciso. Il piano comprende un mercato oculato, con almeno un rinforzo per reparto, il completamento dell’acquisto del centro sportivo di Torre del Grifo, e una rete di investimenti legata allo sviluppo del settore giovanile e alla crescita delle strutture sportive della città.

A tutto questo si aggiunge un’idea di fondo: rendere Catania non solo un club vincente, ma anche un simbolo di rinascita per il territorio.

L’imprenditore italo-australiano, a capo di un gruppo attivo a livello globale nei settori dell’edilizia e dell’urbanistica, è convinto che lo sport possa essere leva di sviluppo e coesione sociale. Ecco perché la sua attenzione non si limita ai risultati sul campo. Oltre al potenziamento del centro sportivo, Pelligra ha anticipato nuovi interventi dedicati ai giovani e alla prevenzione della devianza minorile, con il calcio come strumento di crescita e inclusione.

Proprio per questo motivo, ieri il numero uno del Catania è tornato a Catania per partecipare a un incontro con la Prefettura, in occasione di una riunione dell’Osservatorio sulla devianza minorile. In quella sede ha rinnovato l’accordo di collaborazione con il Catania Football Club, confermando l’impegno a promuovere attività sportive e sociali rivolte ai ragazzi più a rischio. Subito dopo, il presidente ha preso parte – come già programmato – alla trasmissione televisiva Live Show, durante la quale ha raccontato i progetti futuri del club e il suo legame sempre più profondo con la città.

«Il mio sogno – ha dichiarato – è costruire un progetto che coinvolga tutte le categorie, dalla prima squadra ai bambini. Voglio che ogni formazione del Catania abbia strutture moderne e la possibilità di allenarsi al meglio. Con Torre del Grifo daremo una casa a tutto il settore sportivo rossazzurro». Dopo aver vinto la gara competitiva per la struttura di Torre del Grifo, il club si appresta a versare il saldo previsto nel 2026, assicurandosi così la gestione definitiva di uno dei centri sportivi più moderni del Sud Italia.

L’intervista televisiva e il racconto di un presidente

Ospite della trasmissione Live Show su Video Regione, condotta da Cristiano Di Stefano e Carmelo Caccamo, Pelligra ha raccontato per quasi mezz’ora la propria storia umana e professionale, tra sport, lavoro e passioni. L’imprenditore ha ripercorso i momenti salienti del suo impegno a Catania e la filosofia che guida la sua azione quotidiana: metodo, squadra e rispetto per le radici.

Intervenuto in inglese, con la traduzione di Andrea Motta (nelle foto con Pelligra durante la trasmissione, ndr) il presidente del club etneo si è concesso anche momenti di maggiore leggerezza, tra ricordi familiari e battute in dialetto siciliano. «Mia nonna mi ha insegnato l’importanza della cucina e delle tradizioni – ha raccontato –. So preparare la scacciata di Natale, e ogni volta che la cucino penso alla mia famiglia». Poi un sorriso quando si è parlato della sua seconda passione, quella per le auto sportive: «Ne colleziono tante, ma non le tengo ferme in garage: le faccio correre in pista. E sì, ho già messo gli occhi su un circuito siciliano che mi piacerebbe acquistare».

Bilancio e obiettivi sportivi

Alla vigilia dell’ultima giornata del girone d’andata, con il Catania ai vertici del gruppo C di Serie C, Pelligra traccia un bilancio equilibrato: «Sono felice del cammino della squadra e della dedizione del gruppo. Abbiamo lavorato sodo nella programmazione e i risultati ci stanno premiando. Però mantengo i piedi per terra: voglio capire come evolverà la stagione e affrontare con concentrazione le prossime sfide».

E sul tema arbitrale, molto discusso nelle ultime settimane, il presidente sceglie toni costruttivi: «Non vedo un problema negli arbitri – osserva – ma servono strumenti uguali per tutti i campi. Il calcio moderno deve garantire la stessa tecnologia in ogni stadio per evitare disparità. Solo così possiamo avere un campionato davvero equo».

Il ponte tra Italia e Australia

Nel 2026, con l’iniziativa che porterà una gara ufficiale di Serie A a Perth, Pelligra intravede un’occasione di crescita per tutto il calcio italiano. «È un’idea che apre nuovi orizzonti – spiega –. L’Australia appartiene alla federazione asiatica, e questo evento potrà creare un ponte sportivo e culturale fra continenti. Asia e Oceania rappresentano oltre il 50% del potenziale mercato calcistico mondiale: far conoscere il nostro calcio là significa attirare nuovi tifosi e investitori che poi vorranno vivere il calcio in Italia».

Impegno globale e radici locali

Oltre allo sport, Pelligra continua a portare avanti progetti internazionali che spaziano da Australia e Nuova Zelanda fino a Cina, India, Dubai e Asia Sud-Orientale. Riconosciuto come miglior costruttore 2025 in Oceania, ha dedicato il premio alla sua squadra di lavoro: «Questo riconoscimento non è solo mio. È il risultato di un impegno collettivo di 10.500 persone. Senza di loro nulla sarebbe possibile».

Ma l’imprenditore guarda anche a Catania, città che considera ormai parte della sua vita. «Lo sviluppo urbano e la riqualificazione delle aree degradate mi stanno molto a cuore. Vorrei unire istituzioni, banche e imprenditori per valorizzare la città, rispettando le sue bellezze architettoniche ma intervenendo là dove serve. Da solo non posso fare tutto, ma insieme possiamo restituire splendore e opportunità a Catania».

L’augurio per il nuovo anno

Pelligra chiude il 2025 con fiducia e gratitudine, ringraziando i tifosi per il sostegno e l’energia che trasmettono ogni settimana. «Auguro a tutti di trascorrere un sereno fine anno in famiglia e di affrontare il 2026 con speranza. Spero che possa essere l’anno in cui si realizzano i nostri sogni, sportivi e non solo».

Il Catania di Pelligra, dunque, entra nel nuovo anno con una direzione chiara: rafforzarsi dentro e fuori dal campo, costruire un futuro sostenibile e restituire alla città quella centralità sportiva e culturale che merita. Una missione che unisce calcio, impresa e identità siciliana.

DiRedazione Voci di Sport

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