Roberto Mancini

La vicenda relativa alla nazionale ha assunto toni tra il grottesco ed il patetico.

Mentre, dopo i ‘fallimenti’ mondiali, la Germania e la Francia hanno annunciato Klopp e Zidane (proprio oggi), due veri monumenti, l’Italia, dopo tre mancate qualificazioni ai mondiali, ha saputo far ridere il mondo e vergognare l’intero movimento con la vicenda relativa alla nomina del D.T. e del C.T.

Dopo un lunghissimo corteggiamento (e già questo aveva fatto dubitare) Malagò ha scelto Maldini come D.T. e Leonardo come Advisor. La presentazione di pochi giorni fa, con la ‘vicenda’ Guardiola ancora in piedi, aveva fatto immaginare scenari forieri di grandi riforme e novità ed aveva indicato nella parola ‘condivisione’ delle decisioni il mantra di questa gestione.

Poi è arrivato il prevedibile no di Guardiola, che faceva seguito a quello di Ancelotti (trattativa passata sotto traccia, com’è giusto che fosse) ed il successivo annuncio di Pirlo a far scatenare il putiferio.

L’opinione pubblica, gli addetti ai lavori e la politica  non hanno accolto per nulla bene la scelta, passare da una fuoriserie ad un triciclo non era proprio il massimo, ma, se l’idea di gettare le fondamenta di un nuovo edificio poteva apparire in linea con questa scelta, a metà tra il coraggioso e l’azzardato, tuttavia non ha convinto i mass media che si sono messi a scavare portando  a galla la questione del contratto di sponsorizzazione di Pirlo con Fonbet, il primo sito di scommesse russo.

E quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il polverone che si è sollevato (cui si è aggiunta pure la questione del possibile conflitto di interessi per il fatto che i figli di Maldini e Pirlo collaborano con delle agenzie di procuratori, senza però aver ancora sostenuto l’esame da agenti) è stato tale che il presidente Malagò, ha deciso di soprassedere alla nomina di Pirlo come C.T.

E in quel momento è partito l’ultimo atto della tragicommedia con la minaccia di dimissioni da parte di Maldini e Leonardo, che si sono visti inibire la propria libertà di scelta, e con Malagò che ha ribadito l’impossibilità di assecondarli.

Dopo 17 giorni così il corso Maldini-Leonardo si è già concluso, in modo tristissimo e imbarazzante, con la palla che torna ora a Malagò, che ha scelto il nuovo D.T., Claudio Ranieri (che ha superato Chiellini, rimasto alla Juventus) e poi ancora questo benedetto C.T.: la sceltra, tra i soliti nomi tornati in lizza è ricaduta su Roberto Mancini, spinto dal presidente federale che ha superato la ‘candidatura’ di Antonio Conte, sospinto dalla Lega Calcio.

Il calcio italiano, che già sul campo sta collezionando brutte figure in serie, ora ha aggiunto anche quella, gravissima, a livello dirigenziale; del resto dal vertice alla base tutto è identico e spiega perché le cose vadano così male.

Diverse sono quindi le sensazioni lasciate da questa vicenda, da quella dei dilettanti allo sbaraglio a quella del pressapochismo, da quella della presunzione a quella dell’infallibilità, da quella della libertà a quella dei divieti, ma l’unica cosa certa è, che al momento, chi ha davvero perso è il calcio italiano, e noi tifosi.

Che Pirlo fosse la persona giusta non saprei dirlo, io mai lo avrei scelto in un momento di crisi simile, dopo tre mancate qualificazioni ai  mondiali, piuttosto, se l’idea era quella di rifondare dalla base e di crearsi in casa i C.T., allora la scelta più naturale e logica sarebbe stata quella di affidarsi a Baldini.

Il tifoso italiano vuole risultati immediati (non si può fallire la qualificazione anche al mondiale 2030) ed è quindi naturale che si aspettasse un nome forte, il nome di un vincente, di chi ha già saputo vincere e che quindi potrebbe rifarlo.

Oggi a Roma alle 18:20 la presentazione di Roberto Mancini: incrociamo le dita, sperando che questa sia la volta buona e che si evitino nuove figuracce.

DiGiuseppe Floriano Bonanno

Nato a Torino nel 1964 e laureato in giurisprudenza a Bologna nel 1990, da una vita lavora in un’azienda top nel mondo del banking. Appassionato di sport, letteratura e viaggi, ha contribuito a diverse riviste online focalizzate su calcio e cultura. Inoltre, ha arricchito il suo percorso pubblicando una serie di romanzi.

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