Il campionato di Serie A, dopo una lunga attesa, è finalmente cominciato, come sempre, al tramonto dell’estate, anche se il caldo non è ancora quello giusto, e, purtroppo, tranne che tra le squadre destinate alla salvezza, di sorprese non se n’è vista l’ombra.
L’Inter, al cospetto della neopromossa Monza, passata subito in vantaggio con una bordata da fuori di Calhanoglou, si è addormentata, allentando subito i ritmi, cosa che ha permesso al Monza di pareggiare con un gran gol di Varela. Pratica sbrigata in avvio di ripresa con un’altra rete da fuori di Zielinsky, su errata respinta di Pizzignacco e con un capolavoro di tacco di Pio Esposito. A fissare il risultato sul 4-1 ci ha pensato poi Bisseck. Troppa la differenza in campo con l’Inter che si è mostrata già conscia del suo ruolo di lepre e dominatrice, capace di accelerare e rallentare quando serve. Quanto ai brianzoli tanti nuovi e un buon primo tempo, poi il crollo.
Il nuovo Napoli di Allegri risponde subito in una complicatissima sfida a Marassi, meglio giocata dai ragazzi di De Rossi per oltre un’ora. La sfida la decidono i cambi, nella specie De Bruyne, che nel primo caso arbitrale del campionato, si libera rudemente di Vazquez ed insacca tra le proteste liguri. Nel finale arriva pure il raddoppio con Vergara. Che dire? Buon Genoa ed il ‘solito’ team allenato da Allegri, attento e sparagnino, ma ci vuole ben altro per vincere il titolo!
Chiamato ad un difficile confronto a Torino risponde presente pure il Milan che disputa 70’ di calcio propositivo, aggressivo e frizzante (secondo i dogmi di Amorim), improduttivo nel primo tempo, letale nella ripresa grazie, dopo i cambi (entrati tra gli altri Modric e Rabiot), ai gol di Cissè, che ha lasciato intravvedere belle qualità e di Rabiot. Poi la luce si è spenta ed il Toro di Abate, attento e guardingo, forse anche troppo nel primo tempo, ha iniziato a crederci creando almeno 4 occasioni, compreso un palo, e segnando solo al 92’ con un’autentica perla di Adams. Vedremo come andrà, ma le due squadre hanno lasciato buone sensazioni.
A Frosinone la nuova Juventus di Spalletti vince grazie ad un gol di Bremer, domina in lungo e in largo, crea una mezza dozzina di palle gol, che sistematicamente fallisce clamorosamente (vero Kolo?) e poi, nel finale, va incredibilmente in difficoltà rischiando di subire il pari nel recupero, clamorosa una traversa dei ciociari a portiere battuto. Il problema di ieri per i bianconeri è stato di essere poco cinici, come spesso capitava loro anche l’anno scorso, urge rimediare se si vuole competere per il massimo obiettivo.
Vince anche la nuova Atalanta di Sarri che, dopo il brutto pareggio nel barrage di Conference contro l’Apoel, supera un buon Sassuolo, che l’ha comunque impegnata a fondo. Di Raspadori il primo gol nerazzurro della stagione, impattato da Odenthal, mentre la rete vittoria porta la firma di Krstovic. Per gli orobici c’è ancora molto da lavorare per essere tra le grandi del torneo, per Aquilani comunque buone indicazioni.
Stecca a metà il Como in quel di Udine, che regala ai friulani oltre un’ora di controllo, capitalizzata dal gol di Kamara. I ragazzi di Fabregas, che forse hanno compreso cosa vuol dire salire di livello ed essere sempre attesi con il coltello tra i denti dagli avversari, iniziano a giocare da par loro nella ripresa, pareggiano con Douvikas e poi sfiorano diverse volte il gol della vittoria. Bene la squadra di Runjaic forse meno fisica ma più manovriera del solito.
A Parma, dopo un match equilibrato nel primo tempo e che ha visto uscire fuori alla distanza il Cagliari, l’intera posta se la assicurano proprio i sardi al 79’ con un gran tiro dal limite dell’esordiente Romano. Tre punti d’oro per Pisacane, mentre per Cuesta, dopo che gli hanno venduto il mondo c’è molto da lavorare.
A Venezia, la matricola veneta, molto ambiziosa, incassa invece la prima grossa delusione stagionale, cedendo nella ripresa per effetto dei gol di Gorter e Gabriel. In linea con i suoi ottimi avvii di stagione gran colpo di Di Francesco, mentre inizia malissimo la nuova avventura in massima serie dei lagunari.

