Il Signal Iduna Park, vestito a festa e tutto esaurito, è stato il palcoscenico di una delle più incredibili e folli sfide tra Germania ed Italia.
I due tecnici cambiano quattro uomini a testa, con Spalletti che preferisce Ricci a Rovella, lancia Maldini dal primo minuto e si mette a tre dietro inserendo Gatti per aiutare sulle palle alte che, ormai, sono diventate il tallone d’achille degli azzurri, o peggio ancora una vera psicosi.
L’Italia per andare avanti ha bisogno di vincere, dopo l’immeritata sconfitta di San Siro, ma il primo tempo ci riporta indietro alle notti più nere del recente passato, ovvero alla sfida degli Europei contro la Spagna.
Per 45’ assistiamo impotenti all’assalto tedesco con i ragazzi di Nagelsman che ci prendono letteralmente a pallate, aggredendoci uomo a uomo a tutto campo, con un pressing asfissiante che non ci fa mai fare tre passaggi di fila. Il possesso palla dei bianchi è rapido e preciso e gli azzurri ballano impotenti, venendo presi d’infilata da ogni dove.
Per spezzare la parità ci vuole però un rigore, per fallo di Bongiorno su Kleindiest, che Kimmich realizza. Lo stato di confusione totale degli azzurri viene sintetizzato al meglio dal secondo ‘fantazziano’ gol subito da Musiala, con Donnarumma che lascia incustodita la porta per una reprimenda all’intera difesa azzurra, rea di aver lasciato saltare e colpire in tutta libertà il centravanti tedesco. Gol mai visto a questo livello, e forse neppure nelle sfide scapoli-ammogliati!
Quando, giusto al 45’, ancora Kleindiest, di testa, realizza, saltando agevolmente sul povero Di Lorenzo, la frittata è completa, con gli azzurri colpiti ed affondati, con tanto di inevitabili de profundis dei vari commentatori in tv e di noi tifosi davanti alle tv.
Bastano però due cambi, Politano per Gatti e Frattesi per Maldini, insieme all’inevitabile appagamento dei tedeschi che allentano la presa e si beano del trionfale primo tempo, perché tutto cambi.
L’Italia si ricorda di non essere un’armata Brancaleone ma una squadra senza fuoriclasse sì, ma con organizzazione e buoni giocatori, e, complice un errore in disimpegno dei bianchi, Kean accorcia le distanze con un gran tiro dal limite al 49’.
Nel calcio basta poco ad elidere distanze di rendimento enormi, con i tedeschi che perdono sicurezza e pagano i ritmi folli della prima parte, e al 69’, su assist del neo-entrato Raspadori, ancora Kean controlla in area e fulmina Baumann con un gran tiro da sinistra a destra che gonfia la rete della porta sotto il muro, in questa occasione, bianco e non giallo.
Con la Germania che inizia ad avere paura e l’Italia che sale ancora, a un quarto d’ora dalla fine, ecco il fattaccio: Marciniak decreta un rigore per gli azzurri per un’entrata da dietro di Schlottenbeck su Di Lorenzo, ma, incredibilmente, l’addetto al Var lo richiama al monitor e l’arbitro, a fronte di immagini abbastanza chiare, si rimangia la decisione immaginando che le gambe del terzino, che non tocca la palla, non urtino neppure i polpacci del nostro laterale come invece è evidentissimo.
Bisogna aspettare il terzo minuto di recupero per vederci assegnare il penalty, per un mani di Mittelsdadt sugli sviluppi di un corner, che, con grande freddezza, Raspadori trasforma.
Evitata la goleada, dopo un primo tempo pessimo, praticamente non giocato dagli azzurri, che ci aveva nuovamente sprofondato nella delusione e nel pessimismo più totale sul futuro, nella ripresa c’è stata una reazione di nervi, di cuore e anche di testa, che ci ha permesso di evitare la figuraccia, ma non l’eliminazione.
C’è dunque ancora moltissimo da lavorare sull’atteggiamento e sull’applicazione, oltre che su modulo e uomini, perché l’Italia non può permettersi di fallire per la terza volta l’accesso ai mondiali.
Ed il primo a dover essere con la mano ferma e la testa libera da inopportuni pensieri deve essere proprio il Commissario Tecnico, Spalletti, che trasmette sempre la sensazione di essere alla ricerca di certezze in un inestricabile mare di dubbi.
La conseguenza pratica di questa eliminazione è il dirottamento dell’Italia nel girone I delle qualificazioni mondiali con Norvegia, Israele, Moldavia ed Estonia…