Joselu

“Ognuno è artefice del proprio destino”, affermava Appio Claudio Cieco, celebre letterato romano vissuto tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo. Questa massima, risalente a più di 2000 anni fa, rimane innegabilmente valida ancora oggi.

Tuttavia, è anche vero che, nonostante i nostri sforzi nel tentare di modellare il destino secondo i nostri desideri, ci troviamo spesso di fronte alla ripetizione di certi schemi, come se fosse un copione scritto in anticipo. Un po’ come nel film cult Final Destination, dove i protagonisti, pur cercando di allontanarsi da ciò che sembra essere il volere del destino, si ritrovano, prima o poi, inevitabilmente ad affrontarlo comunque. Anche se con contorni decisamente meno horror.

Prendiamo ad esempio José Luís Sanmartín Mato, in arte Joselu, il talentuoso attaccante trentaquattrenne del Real Madrid appena laureatosi campione di Spagna, acquistato la scorsa estate dal club sotto la gestione di Carlo Ancelotti. Il costo dell’operazione? Appena 500 mila euro versati nelle casse dell’Espanyol, dove l’anno scorso ha realizzato 16 reti in 34 gare di Liga, per il prestito con diritto di riscatto.

Per Joselu, a Madrid, si è trattato di un ritorno. La vita di Joselu, del resto, è stata segnata da due costanti: una è proprio il Real; l’altra, la Germania. Infatti, è nato il 27 marzo 1990 in quella che, per ancora sette mesi, si sarebbe chiamata Germania Ovest. Paese in cui, per motivi di lavoro, si era stabilita la sua famiglia da quasi due decenni. Nonostante ciò, in una recente intervista ha dichiarato di non ricordare nulla dei suoi albori tedeschi.

Non riesco davvero a ricordare il periodo trascorso in Germania da bambino ha dichiarato Joselu a Betway Insider -. Pensa che durante la mia prima stagione da professionista in Germania, mia sorella venne a trovarmi e mi portò nella casa dove vivevamo da bambini. Devo ammettere che non riuscivo a ricordare nulla. Del resto, con la mia famiglia siamo tornati in Spagna quando avevo solo 3 anni.

Avrebbe potuto dirmi che vivevamo da qualsiasi parte e io le avrei credutoha proseguito Joselu-. Ero troppo piccolo per ricordarlo. I miei primi ricordi, infatti, riguardano il nostro trasferimento in Galizia, in un villaggio chiamato Silleda.

In Galizia iniziò a giocare a calcio e, proprio lì, con la maglia del Celta Vigo, fece il suo debutto da professionista nel 2009, meritandosi le prime attenzioni del Real Madrid che lo portò al Castilla, la squadra B del club, nel 2010. A Madrid – in quella che, tra gli altri, era la squadra di Iker Casillas, Sergio Ramos, Pepe, Marcelo, Xabi Alonso, Kaká, Mesut Özil, Ángel Di María, Gonzalo Higuaín e Cristiano Ronaldo – in panchina trovò José Mourinho, che in due anni, tra Liga e Copa del Rey, gli regalò due partite. Fiducia che Joselu ricambiò con altrettanti reti.

Ma poi, al momento forse meno immaginato, il destino lo riportò in Germania, questa volta per giocare a calcio, con la maglia dell’Hoffenheim. Con il club della città di Sinsheim, 25 presenze e 5 gol a referto in Bundesliga, con la prima marcatura segnata, ironia della sorte, proprio a Stoccarda, la sua città natale. Ditemi voi se queste sono casualità.

Poi, per Joselu, altri due anni in Germania (Eintracht Francoforte e Hannover 96), l’esordio in Premier con lo Stoke City, prima del fugace ritorno in Galizia, stavolta al Deportivo La Coruña. Poi, ancora Inghilterra per due anni, questa volta con la maglia del Newcastle e il ritorno, definitivo, in patria con tre stagioni all’Alaves. Annate, quelle nei Paesi Baschi, che a cavallo dei trent’anni, sanno tanto di consacrazione definitiva. Joselu, infatti, va tre volte in doppia cifra e si merita la chiamata dell’Espanyol, con cui riesce a guadagnarsi anche la Nazionale spagnola.

Ma prima del suo ritorno a Madrid, i più attenti lo avranno notato sui social in maglia merengues nel 2022. Infatti, ci sono foto che lo ritraggono a Parigi come tifoso della squadra di Carlo Ancelotti (l’attuale compagno di squadra Dani Carvajal è suo cognato), prima della finale di Champions vinta con un gol di Vinicius Junior. Ancelotti e Vinicius, che proprio l’altra sera sono stati portati alla diciottesima finale di Champions nella storia del Real Madrid da un uomo inaspettato: Joselu. Se l’estate scorsa il Real Madrid ha speso 129,50 milioni di euro per il proprio mercato estivo, a portarli in finale è stato proprio l’uomo che è costato meno.

Nel segno della Germania, battendo una squadra tedesca, il Bayern. E in finale troverà un’altra squadra teutonic: il Borussia Dortmund. Ditemi se queste non sono coincidenze del destino, con buona pace del buon Appio Claudio Cieco.

DiAndrea Motta

Nell’albo dei pubblicisti dal 2013, ha scritto un eBook sui reporter di guerra e conseguito due lauree. A Catania si è innamorato del giornalismo sportivo; a Londra si è tolto la soddisfazione di collaborare per il Guardian e il Daily Mail. Dal 2014 anche direttore di Voci di Sport.